Metastasi ossee del cancro alla prostata

Qual è oggi l’aspettativa di vita di un paziente con una diagnosi di carcinoma prostatico?

Ripetere termini biopsia della prostata

E' raramente riscontrato prima dei 40 anni, essendovi un incremento dell'incidenza e della prevalenza con l'aumentare dell'età.

Queste affermazioni sono riferibili soltanto al carcinoma clinico,che deve essere distinto dal carcinoma incidentale diagnosticato in modo casuale in corso di una resezione endoscopica o di una adenomectomia e dal carcinoma latente o biologico mirocarcinomi asintomatici diagnosticati istologicamente.

Finora il fattore di rischio più importante è da considerasi l'età, mentre gli altri fattori non sono stati ancora ben dimostrati. Inizialmente la neoplasia si sviluppa all'interno della metastasi ossee del cancro alla prostata le diffusioni per contiguità,linfatica ed ematica sono più tardive.

La capsula della ghiandola rappresenta una barriera alla diffusione del tumore ma presenta due punti di debolezza e quindi facilmente infiltrabili a livello della zona dell'apice e dove i dotti eiaculatori penetrano all'interno della ghiandola. L'interessamento del retto,nonostante la stretta vicinanza metastasi ossee del cancro alla prostata più tardivo per la presenza dell'aponeurosi di Denonviller. La diffusione linfatica avviene prima a livello dei linfonodi regionali rappresentati dai linfonodi otturatori ipogastrici, presacrali e preischiatici.

E' riconosciuta anche una metastasi ossee del cancro alla prostata linfatica lungo le guaine perineurali dei nervi dello scavo pelvico. I linfonodi extraregionali sono rappresentati da: iliaci esterni, iliaci comuni, inguinali, periaortici,mediastinici e sovraclaveari. La diffusione per via ematica è generalmente successiva al coinvolgimento linfonodale. Le frequenti metastasi ossee sono localizzate al bacino, alla colonna vertebrale, coste e femore.

Le metastasi viscerali,di solito tardive,interessano polmoni,fegato,surrene,rene e raramente il testicolo. La valutazione del grading è molto importante per valutare metastasi ossee del cancro alla prostata del tumore.

Nel cancro della prostata la classificazione di Gleason, che considera la maggiore o minore differenziazione cellulare, è la più utilizzata. Ci sono diversi sistemi di grading cellulare; il più comune metastasi ossee del cancro alla prostata la somma dei punteggi di Gleason. Tale somma varia da un valore minimo di 2 ad un massimo di I valori più bassi indicano una malattia poco aggressiva e con progressione più lenta. Un punteggio compreso tra 5 e 7 esprime un aspetto intermedio mentre una somma tra 8 e 10 indica che le cellule tumorali hanno caratteristiche di elevata aggressività.

In particolare il valore della somma di Gleason e' dato dalla somma di due punteggi che identificano le caratteristiche istologiche predominanti nel preparato e quelle piu' aggressive a ciascuna caratteristica viene dato un punteggio da 1 a 5in cui 1 indica una neplasia poco aggressiva mentre 5 molto aggressiva. La sintomatologia urinaria del cancro della prostata è spesso tardiva. I disturbi menzionali sono sia di tipo irritativo che di tipo ostruttivo sono spesso rapidamente ingravescenti:.

Tale corteo sintomatologico è altamente aspecifico essendo tipico di tutte le patologie che portano ad un'ostruzione della bassa via escretrice. La ER rappresenta il primo approccio obbiettivo del paziente con disturbi menzionali riferibili alla prostata. Il PSA, che è una glicoproteina prodotta dalle cellule prostatiche che si rileva nel sangue, aumenta qualora le strutture ghiandolari vengano danneggiate tumore prostatico, infezioni, iperplasia prostatica benigna.

Il PSA è estremamente sensibile ma poco specifico. Esistono diverse opzioni terapeutiche per la cura del tumore della prostata, queste possono essere impiegate singolarmente o combinate tra di loro: terapia chirurgica prostatectomia radicaleterapia radiante, terapia farmacologica: ormonoterapia e chemioterapia, e per alcune forme di tumore poco o per nulla aggressive, la cosiddetta attenta osservazione. Con la chirurgia si toglie il tumore contenuto all'interno della prostata.

L'intervento chirurgico, definito prostatectomia radicaleha due obiettivi: togliere in blocco prostata e vescicole seminali con ripristino del canale uretrale che porta l'urina dalla vescica all'esterno. E' attualmente considerata il "gold standard" per la cura del tumore prostatico localizzato, per le elevate percentuali di guarigione.

I migliori risultati si ottengono nei casi di metastasi ossee del cancro alla prostata localizzata stadi T1-T2basso livello di PSA e basso grado basso Gleason Score. Sebbene il miglioramento della tecnica chirurgica con metodica "nerve-sparing" abbia consentito una riduzione delle complicanze postchirurgiche disfunzione erettiva ed incontinenza urinariala loro frequenza e l'impatto sulla qualita' della vita dei malati, impongono una accurata selezione dei pazienti.

La scelta fra una e l'altra tecnica metastasi ossee del cancro alla prostata dall' esperienza del chirurgo, dalle condizioni del paziente e dalle dimensioni della ghiandola prostatica. In ogni modo con qualunque metodica venga praticata la prostatectomia radicale, il catere dovrà essere portato dopo l'intervento per almeno 15 giorni.

La radioterapia RT a fasci esterni viene utilizzata in alternativa alla chirurgia nei metastasi ossee del cancro alla prostata di tumore localizzato radioterapia radicale ; inoltre è, insieme alla terapia ormonale, la cura più adatta nei casi di malattia che comincia a diffondersi al di fuori della prostata cioè estesa oltre ai margini della prostata, nei tumori in stadio T3.

Alcuni isotopi beta-emittenti in ragione del loro elevato trafismo osseo hanno dimostrato una efficacia terapeutica nel ridurre il dolore dovuto alle metastasi ossee. La RT consente, attraverso radiazioni ad alta energia emesse da un acceleratore lineare, di indurre la necrosi delle cellule tumorali.

Si tratta di una procedura minimamente invasiva che si completa in un'unica seduta operatoria della durata di circa 90 minuti. Ciascun "seme" rilascia continuamente una piccola quantita' di energia radiante ad una limitata porzione di tessuto prostatico. Il "ristretto" raggio di azione di ciascun seme e la assoluta precisione con cui viene eseguito l' impianto consentono, rispetto alla radioterapia a fasci esterni, di non danneggiare strutture adiacenti alla prostata quali il retto, la vescica e l'uretra.

Per contro, l' elevato numero di sorgenti impiantate nella prostata in media per il Pd e per lo I consente di trattare il tumore con una dose di radiazioni estremamente elevata I "semi", essendo sorgenti radioattive, decadono in un tempo caratteristico per ogni tipo di radioisotopo. I risultati di questo tipo di trattamento in centri specializzati ha dato risultati superiori a quelli della radioterapia convenzionale a fasci esterni in termini di pazienti liberi da malattia senza risalita del PSA.

La terapia ormonale rappresenta il trattamento di scelta nelle forme avanzate o in caso di ricaduta dopo chirurgia o radioterapia non altrimenti trattabile. Poiché lo sviluppo e la crescita della prostata è condizionato dalla presenza degli androgeni, non vi è dubbio che l'obbiettivo primario del trattamento non demolitivi debba essere la deprivazione dei medesimi.

Questi due trattamenti possono, a volte, essere associati. Nel caso di utilizzo di analoghi Metastasi ossee del cancro alla prostata da soli in monoterapia è importante associare, almeno per il primo mese, un farmaco antiandrogeno per prevenire possibili temporanei peggioramenti legati al meccanismo d'azione del farmaco. Tuttavia esistono dei tumori che dopo un certo periodo sfuggono al metastasi ossee del cancro alla prostata farmacologico ormonale malattia androgeno-indipendente.

Gli effetti collaterali che possono seguire a un trattamento ormonale androgeno soppressivo con analoghi Metastasi ossee del cancro alla prostata sono:. Al momento attuale la chemioterapia, terapia con farmaci antitumorali, viene effettuata nei pazienti con tumore della prostata che non risponde più alla terapia ormonale tumore ormono-refrattario.

I risultati recentemente ottenuti con alcuni farmaci sono abbastanza incoraggianti metastasi ossee del cancro alla prostata per efficacia aumento della sopravvivenza che per scarsa tossicità del trattamento. Alcuni Centri stanno valutando strategie terapeutiche alternative: l'obiettivo di tutti questi tentativi e' di ottenere il controllo oncologico della malattia con una minore invasivita' e ridotta morbilita'.

Si tratta di tecniche sicuramente interessanti ma delle quali ancora non si conoscono i risultati ne' a medio ne' a lungo termine ed e' pertanto impossibile codificarne la sicurezza e l'efficacia.

Al momento si tratta pertanto di protocolli a carattere sperimentale che possono essere proposti solo in casi selezionati. In alcuni casi molto selezionati di cancro della prostata, si decide di non intervenire, limitandosi a controllare la malattia.

Questa scelta viene di solito riservata a pazienti con tumore localizzato stadi T1-T2forme non aggressive di grado medio-basso, con Gleason Score inferiore a 7valori di PSA medio-bassi e, preferibilmente, età pari o superiore a 70 anni. In questi casi la malattia spesso non progredisce. Tuttavia se nel corso dei controlli obbligatori si ha prova o dubbio di metastasi ossee del cancro alla prostata, il non-trattamento va riconsiderato va cioè iniziata una terapia.

La sede più frequente di ripetizione metastatica del tumore della prostata sono le ossa. Le sedi scheletriche più colpite sono rappresentate dalla colonna vertebrale, dal bacino, dalle coste e dalle estremità prossimali dell'omero e del femore. Varie sono le ipotesi che spiegano la diffusione metastatica a livello osseo.

Un fattore favorente l'invasione dello scheletro è la struttura dei sinusoidi del tessuto osseo. La ridotta velocità di flusso del sangue a questo livello ed il fatto che la parete dei vasi sia costituita da un unico strato cellulare possono favorire l'impianto osseo delle cellule neoplastiche.

L'interessamento vertebrale sembra essere favorito dalla presenza di connessioni venose tra la neoplasia primitiva e le vene vertebrali toraciche e della pelvi.

L'assenza di valvole a questo livello potrebbe permettere un flusso retrogrado e favorisce l'instaurarsi di metastasi senza raggiungere il circolo sistemico. Nei pazienti con metastasi ossee l'approccio terapeutico deve essere di tipo sintomatico, volto al mantenimento di un accettabile livello di qualità della vita, in quanto il dolore è un elemento estremamente debilitante. La radioterapia esterna è il trattamento di prima scelta per la sua brevità, semplicità ed efficacia.

L'irradiazione svolge anche una buona profilassi di rischio di frattura patologica, anche se nella patologia secondaria prostatica questo fenomeno è meno frequente che in altri tipi di carcinoma.

Anche alcuni radioisotopi beta-emittenti con elettivo tropismo osseo che hanno dimostrato un notevole effetto antalgico rappresentano un utile presidio terapeutico.

Il trattamento metabolico comporta una modesta tossicità midollare, correlata alla metastasi ossee del cancro alla prostata del radiofarmaco. Le possibilità terapeutiche si sono oggi arricchite con l'introduzione dei bisfosfonati. I bisfosfonati sono analoghi del pirofosfato in grado di inibire l'attività osteoclastica attraverso svariati meccanismi:. Recentemente si è vista l'utilità dell'uso dei bifosfonati anche nel dolore osseo da metastasi che non recede con altri tipi di trattamento.

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Il pomodoro riduce l'incidenza del cancro della prostata? Terapia chirurgica Con la chirurgia si toglie il tumore contenuto all'interno della prostata. Terapia Ormonale La terapia ormonale rappresenta il trattamento di scelta nelle forme avanzate o in caso di ricaduta dopo chirurgia o radioterapia non altrimenti trattabile.

Altre terapie Alcuni Centri stanno valutando strategie terapeutiche alternative: l'obiettivo di tutti questi metastasi ossee del cancro alla prostata e' di ottenere il controllo oncologico della malattia con una minore invasivita' e ridotta morbilita'.

L'attenta osservazione In alcuni casi molto selezionati di cancro della prostata, si decide di non intervenire, limitandosi a controllare la malattia. I bisfosfonati sono analoghi del pirofosfato in grado di inibire l'attività osteoclastica attraverso svariati meccanismi: - Inibizione dell'osteoclastogenesi - Induzione dell'apoptosi dell'osteoclasta maturo - Ostacolo meccanico dell'osteolisi della matrice ossea Recentemente si è vista l'utilità dell'uso dei bifosfonati anche metastasi ossee del cancro alla prostata dolore osseo da metastasi che non recede con altri tipi di trattamento.

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